Bellezza in vendita

Natalia vende bellezza. Ventitré anni, una scollatura che le scende profonda a mostrare una quarta abbondante di reggiseno, esordisce dicendo “I like Italians, I like Italian men. They are very kind, I talk with them on the internet”. Uno spiraglio al pregiudizio che allaga i nostri pensieri, si incastrano pezzetti di luoghi comuni sulla giovane ragazza ucraina. Non bella ma bionda, formosa e molto aperta a nuove conoscenze. “I don’t want to marry a man who’ll drink, become violent and cheat on me with other women. I want something different, and Italian men sound so nice to me”. E con un gesto scaccia un’idea costruita su un segmento di frase, a completare un quadro che va pian piano ad aggiungere particolari.
Natalia vive a Sinferopol, studia turismo all’università, e viaggia su un treno affollato di vecchie con sporte in plastica e uomini che trasudano birra, con un abitino a pois bianchi su sfondo nero, un laptop ancora incelofanato, un cellulare che la tiene collegata ad internet e un altro telefono acceso in vivavoce. Una pochette rosa, una borsetta di finta pelle nera ed un catalogo di prodotti Mary Kay. Il vagone per lei non esiste, se non quando le serve. Ferma la venditrice di pezzuole per comprare strofinacci gialli e verdi, poi da un’altra ambulante prende un pacco di mollette e al pescatore chiede di vedere i pesci della cassetta, ma non è convinta e lo lascia andare. Si allarga sul sedile, scambia due parole con qualche vicino, poi ritorna nel suo castello di reginetta di se stessa e del mondo del beauty. Natalia chiacchiera sciolta e le piace parlare del suo lavoro: è un piccolo soldato del grande esercito delle venditrici di bellezza, da tre anni alle prese con creme, rossetti e fard. Ci mostra con orgoglio le foto del seminario Mary Kay del 2009, delle regine delle vendite sedute sul trono a Kiev. Un sogno che potrebbe diventare realtà: diventare country leader e ottenere una mercedes bianca ogni tre anni, vendere più delle altre ed essere incoronata con un diadema di diamanti, vedere la propria foto nel grande libro delle venditrici Mary Kay ed essere fotografata dalle novelline. Forse la strada è ancora un po’ lunga, ma in borsa ha un foglietto con l’ultimo discorso della vera Mary Kay, e quando va a Kiev ogni anno vive due giorni di scintillii ed emozioni; se le vendite vanno bene riesce a portare a casa 600 euro al mese e con le unghie curate, l’ombretto lilla e un velo di mascara si sente davvero bella. Peccato non avere più tempo da passare insieme, ci avrebbe volentieri ridotto le sopracciglia ad un fine accento circonflesso alla francese e passato un gel rinfrescante per togliere il rossore e il dolore, e sfumato gli occhi sul colore delle nostre maglie – che non le confessiamo essere le stesse da ormai dieci giorni.
Volesse Mary Kay entrare un po’ anche nelle nostre vite…
(Ucraina – Sinferopol/Kerch 10 luglio)

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